Lo Sguardo Creativo - la ricerca
Tra Teatro e vita. Se l’arte è autentica, la vita è autenticamente vissuta
L’immaginazione, l’insostituibile e irriproducibile evento di uno sguardo individuale creativo e interpretativo è, nel mondo moderno, libera da schemi precostituiti e da inibizioni. L’immagine può non avere un oltre o un dopo ed essere amore per la creazione in se stessa, auto esaltazione del proprio mondo interiore. La Bellezza è il mezzo e il fine dell’atto creativo che non ha freni e governa con il proprio sguardo l’apparizione dell’essere-altro inglobandolo in sé. L’immaginazione era in passato il male che incatenava l’anima dei saggi alla materia, il demone che allontanava il santo dal suo Dio,era limite del linguaggio del popolo, dell’ignoranza. I fantasmi della mente hanno sempre inquietato perché sanno attrarre come canto di sirene in un delirio di onnipotenza scatenando le forze dello spirito contro ogni limite imposto.
"Caligola, o dell'impossibile" - studio del personaggio
Studio del personaggio dell'imperatore romano interpretato da Gennaro Duccilli.
Caligola, imperatore in origine relativamente mite, alla prematura scomparsa della sorella amante, scopre che esiste la morte.
Ossessionato dall'impossibile, avvelenato dal disgusto e dall'orrore, tenta di esercitare, attraverso il delitto e il pervertimento sistematico di tutti i valori, la libertà di costringere alla logica tutti coloro che lo circondano, di livellare tutto intorno a sé con la forza del suo rifiuto e la follia di distruzione cui lo trascina la sua passione per la vita. [Continua...]
Oggetti scenici in simbiosi con il personaggio
La testimonianza di Barbara Giannini
Nell’antica Grecia con il termine scenici si definiva “la gente di teatro,coloro che collaborano per la messa in scena”. Da qui l’importanza di evitare una possibile cesura tra attore,sceneggiatura , scenografia, costume e musica. A questo riguardo vogliamo parlare di una delle opere di Samuel Beckett“Finale di partita” che fu realizzato per la RAI nel 1978 con la scenografia di Angelo Canevari e per la regia di Andrea Camilleri.